Uno sguardo allo squalo
Tratto da: "Gli squali non si ammalano di cancro" Lane I.W. and Comac L.
Nel corpo nemmeno un osso
La differenza più evidente fra gli squali e gli altri animali marini
o terrestri è lassenza di ossa. Proprio così: uno squalo non ha
nemmeno un osso nel suo corpo. Gran parte degli animali, fra cui luomo, è
dotata invece di uno scheletro di tessuto osseo calcificato. Lo scheletro dello
squalo è costituito da cartilagine pura, una sostanza dura, formata da
proteine e carboidrati complessi e resa più resistente da fibre a forma
di bastoncello. Gli squali appartengono allantica classe degli Elasmobranchi,
il cui nome deriva dalla stessa radice greca della parola elastico: la radice
greca significa, infatti, "far andare". Il corpo non rigido dello squalo
appare, in effetti, quasi elastico durante il movimento. Meno densa e
maggiormente flessibile dellosso, la cartilagine conferisce allo squalo
galleggiabilità ed elasticità.
Lassenza di strutture ossee presenta, tuttavia, uno svantaggio: dal momento
che lo squalo non possiede uno scheletro rigido o una gabbia toracica atta a
proteggere gli organi interni, può essere ucciso da una focena - una
delle sue normali fonti di cibo - in un combattimento ravvicinato: tale
mammifero può letteralmente ucciderlo a testate, dal momento che i suoi
organi non risultano protetti. I tessuti ossei non si differenziano da quelli
cartilaginei se non per la loro rigidità e la loro capacità di
proteggere gli organi vitali: i primi sono composti essenzialmente da sali di
calcio e da fosforo; i secondi, non solo non contengono queste sostanze, ma non
dispongono nemmeno dei minuscoli canali in cui decorrono i vasi sanguigni e le
fibre nervose.
La cartilagine è, in sostanza, priva di vasi e di nervi, a differenza
dellosso. Tra i due tessuti vi sono, tuttavia, alcune somiglianze: entrambi
iniziano a formarsi nello strato medio dellembrione, in cui le cellule si
differenziano in cartilaginee, ossee e connettivali. Inoltre, sia i tessuti
ossei sia quelli cartilaginei contengono collagene, la principale proteina
dotata di funzioni di sostegno della cute e dei tendini, nonché della
cartilagine e dellosso. Il 6-8% del peso totale di uno squalo è rappresentato
da strutture cartilaginee; solo una piccola frazione pari all1% del peso totale
di un mammifero è costituita da cartilagine.
Oltre al fatto di possedere una percentuale maggiore di tessuto cartilagineo
rispetto ai mammiferi lo squalo presenta una cartilagine differente, in quanto
caratterizzata da un certo grado di calcificazione. Nei punti in cui viene
sottoposta a sforzo, essa è rinforzata da lamine di apatite, una
sostanza composta da fosfati e da carbonati di calcio. Nei tessuti cartilaginei
di gran parte degli animali, tale calcificazione è di solito limitata
alle aree superficiali; le vertebre dello squalo devono, tuttavia, essere in
grado di sopportare gli sforzi correlati con i movimenti natatori e, pertanto,
risultano rinforzate.
Lassenza di uno scheletro calcificato indica che lo squalo non possiede una
colonna vertebrale analoga a quella di quasi tutti i pesci: essa è cartilaginea
e giunge fino alla parte superiore della coda, in modo da sostenerla. Lo
scheletro dello squalo consta di due parti: la prima, assiale, comprende il
cranio e la colonna vertebrale; la seconda, appendicolare, include il cinto
pettorale e il cinto pelvico, nonché le cartilagini delle pinne mediane,
dotate di funzione di sostegno.
Queste pinne aumentano le capacità natatorie dello squalo. Gli squali
nuotano in genere alla velocità di 5-8 km/h e non possono arrestarsi
bruscamente né indietreggiare; per poter compiere questultima azione,
il loro corpo senzossa deve piegarsi e incurvarsi, movimento che viene
facilitato dalla coda e dalle pinne robuste. Essi hanno due serie di pinne
pari; quelle maggiormente caratteristiche sono, comunque, la pinna dorsale
triangolare, posta sulla sommità del corpo, e quella caudale, a forma
di bandiera. Tutte le pinne dello squalo sono relativamente rigide e vengono
utilizzate per virare, per ottenere una certa stabilizzazione e una certa
propulsione.
Le pinne pettorali, molto ampie, e quella caudale, curvata superiormente,
garantiscono la spinta. La coda, con il suo movimento ondeggiante, consente
lo slancio. Proprio a tutti questi elementi lo squalo deve le sue straordinarie
capacità natatorie, dalle quali dipende la sua sopravvivenza. Per poter
vivere ed evitare di affondare, gli squali devono muoversi continuamente;
alcuni di essi, addirittura, non dormono mai. Come tutti gli esseri viventi,
hanno bisogno di ossigeno e, come tutti gli altri pesci, lo traggono dallaria
contenuta nellacqua. Molti squali devono continuare a nuotare affinché
lacqua penetri nelle branchie e possono smettere di farlo solo in presenza
di forti correnti, che contribuiscono a spingere lacqua in queste ultime.
Per pompare lacqua, i pesci dotati di scheletro osseo impiegano invece la
bocca e gli opercoli branchiali, aprendoli e chiudendoli costantemente.
Oltre alle vertebre e alle pinne, anche il cranio dello squalo è
composto da cartilagine; in esso sono presenti, tuttavia, depositi di sali
minerali, che lo rendono molto duro. Allinterno del cranio si trovano il
cervello e gli organi di senso: forse, proprio a questi ultimi, eccezionalmente
sviluppati, piuttosto che ad altre strutture anatomiche, si deve il fatto che
lo squalo sia un essere perfetto e, nel contempo, terrificante.
Attenzione! Le informazioni contenute in queste pagine sono riservate ai signori medici!
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