Shark Liver Oil: la ricerca

Pubblicato sull’inserto "Salute"di La Repubblica 11/1/1996

Gli acidi grassi nella dieta svolgono un’importante funzione nella prevenzione di seri disturbi

di Alberto Fidanza
Direttore Istituto Fisiologia generale dell’Università "La Sapienza" di Roma

Gli acidi grassi polinsaturi sono sostanze naturali vitamino-simili e come le vitamine non essendo sintetizzate dagli organismi animali devono essere quotidianamente assunte in una certa quantità con gli alimenti per evitare che insorgano una serie di manifestazioni morbose.
Queste prendono il nome comune di "Sindrome di Burr" caratterizzata da lesioni cutanee, deperimento cospicuo, turbe della riproduzione e nel lattante, alimentato con latte scremato, ritardo dell’accrescimento.
Diverse sono le qualità degli acidi grassi polinsaturi, come è stato di recente ribadito a Barcellona nel corso di una consulenza internazionale sull’argomento. Questi assumono infatti un ruolo chiave nell’alimentazione e nella prevenzione di diverse patologie come quelle dell’apparato cardiovascolare e le malattie metaboliche, come il diabete non insultino dipendente l’ipercolesterolemia e l’ipertrigliceridemia. Sono altrettanto importanti nello sviluppo del bambino, nel mantenimento di un ottimale stato fisico di una buona salute non ultimo il loro ruolo di componente delle membrane.

Quali sono gli acidi grassi polinsaturi
Gli Omega 3 (acido docoesaenoico e acido eicosapentenoico) e Omega 6 (acido linolenico e acido a-linolenico)
Dove si trovano gli acidi grassi polinsaturi
L’acido linolenico nell’olio di girasole, nell’olio di mais e nell’olio di soia. L’acido a-linolenico nei vegetali a foglie verdi come: cavoli, spinaci, broccoli, lattuga. L’acido docoesanoico e acido eicosapentenoico nei pesci grassi quali aringa, sgombro, sardina, salmone.
Come agiscono gli acidi grassi polinsaturi
Gli acidi grassi polinsaturi non solo hanno una caratteristica chimico-fisica particolare, ma questa conferisce anche numerose funzioni biologiche come quelle riguardanti la composizione delle membrane biologiche, la sintesi delle prostaglandine, dei trombossani e delle prostacicline. È stato inoltre recentemente dimostrato che svolgono numerose altre attività: effetto di risparmio sul fabbisogno di insulina, prevenzione dell’ipertensione da cloruro di sodio e aumento dell’escrezione del colesterolo.
Quanti acidi grassi polinsaturi bisogna consumare
Nell’uomo adulto si ritiene adeguato un apporto giornaliero di acidi grassi polinsaturi in ragione del 1-2 % delle calorie totali della dieta. In pratica la dose media giornaliera è per l’acido docoesaenoico e acido eicosapentenoico per l’uomo 1,4 grammi, per la donna 1,1 grammi. Porzioni di 200-300 grammi di pesce come sardine, salmone o sgombri tre volte la settimana soddisfano il fabbisogno dietetico, un cucchiaino di olio di mais o girasoIe con 200-300 grammi di verdure fresche al giorno è un apporto adeguato.
I trattamenti tecnologici alterano gli acidi grassi polinsaturi
Come la maggior parte delle vitamine la cottura degli alimenti, specie se si usano elevate temperature come la frittura o la cottura alla brace, o su la piastra determina una notevole diminuzione del valore nutritivo e biologico degli acidi grassi polinsaturi e pertanto è consigliabile, specie per gli oli di mais e girasoIe usarli a crudo.
È opportuno l’uso di integratori dietetici a base di acidi grassi polinsaturi come, ad esempio, l’olio di pesce
Ad alcuni soggetti è necessario dare quantitativi maggiori di acidi grassi polinsaturi. Alle donne in gravidanza, ai neonati e ai prematuri, ai soggetti sofferenti di disturbi cardiocircolatori, ai sofferenti di artrite reumatoide, ai diabetici è opportuno consigliare l’assunzione di integratori dietetici. Questi devono contenere, in capsule ad alta concentrazione, miscele di acidi grassi polinsaturi, sia del gruppo Omega 3 che del gruppo Omega 6.

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