Cartilagine di squalo
Una introduzione

Sani come uno squalo

Gli squali a differenza degli uomini e di altri animali non si ammalano di cancro. Questi animali, da sempre temuti dagli uomini, oggi possono rappresentare un grande aiuto in una delle più grandi sfide dell’uomo: la lotta contro il cancro. Negli ultimi venticinque anni gli scienziati hanno studiato il loro sistema immunitario per capire in che modo fossero in grado di prevenire il cancro. Tra questi il Dr. Carl Luer, biologo marino, ha tentato, senza successo, di trapiantare cellule cancerogene negli squali. La differenza tra squali ed altre specie di vertebrati più sviluppati come i mammiferi, è che i primi possiedono uno scheletro composto interamente da cartilagine ed i secondi da tessuto osseo. Proprio lo scheletro cartilaginoso sembra contenere la sostanza che rende lo squalo immune ai tumori. La cartilagine a differenza di altri tessuti come le ossa ed i muscoli, è avascolare, priva cioè di vasi sanguigni. Questa differenza spiega perché quando si frattura un osso o si pregiudica un muscolo essi, a seguito dell’irrorazione sanguigna riescono a guarire in poco tempo, al contrario la cartilagine del ginocchio non si ricompone autonomamente, ma richiede un intervento chirurgico. Secondo alcune ricerche molto recenti, l’assenza di vasi sanguigni nello scheletro cartilaginoso degli squali è il motivo della loro immunità ai tumori.

Cartilagine bovina

Nel 1970 alcuni ricercatori scoprirono che un estratto della cartilagine scapolare dei vitelli riusciva a fermare la crescita dei tumori cancerogeni nelle cavie. Sfortunatamente questa ricerca venne interrotta per la limitata disponibilità di cartilagine nel corpo dei mammiferi. Oggi però, la cartilagine di squalo ha permesso nuove ricerche che hanno dimostrato che proprio la sua polvere è in grado di inibire la crescita dei tumori. La sostanza proteica estratta dalla cartilagine di squalo è simile ad uno dei componenti della cartilagine bovina ed anche quest’ultima inibisce la crescita tumorale. Ora, mentre il corpo di un vitello è composto di meno dello 0,6% di cartilagine, quello dello squalo ne contiene il 6% cioè circa 10 volte di più ed inoltre, in uno squalo in media è circa 10 volte più pesante. Altro fatto importante è che per ricavare la quantità di sostanza in grado di inibire i tumori presente in soli 0.5 ma di cartilagine di squalo sono necessari ben 500 gr. di cartilagine bovina. Pertanto la cartilagine di squalo è 1.000 volte più efficace di quella bovina. Se ne deduce che da un grande squalo si può ottenere una quantità di sostanza 100.000 volte superiore a quella di un vitello.

Come crescono i tumori

I tumori solidi sono formati dalla crescita di colonie di cellule anomale. Il tumore crescendo, sviluppa una rete di vasi sanguigni, detta angiogenesi, per assicurarsi un adeguato supporto di sangue e nutrimento. Il Dr. Judah Folkman del Children’s Hospital di Boston e della Harvard Medical School è stato il primo ad indagare sulla relazione tra angiogenesi e crescita tumorale del cancro. Nel 1987 ipotizzò che i tumori dipendessero dall’ angiogenesi e che tutte quelle sostanze che svolgevano un’azione antiangiogenetica potevano essere. potenzialmente usate nella cura del cancro La formazione della nuova rete capillare, chiamata anche vascolarizzazione, rifornisce il tumore di una quantità maggiore di sangue e sostanze nutritive che gli occorrono per il suo rapido tasso di crescita. La ricerca del Dr. Folkman dimostrò che se il tumore non era in grado di sviluppare la rete di vasi sanguigni per alimentarsi, esso cresceva solo di uno o due millimetri: circa il diametro di una punta di spillo. Tumori più grandi cessano di crescere se separati dalla loro rete di capillari. Tuttavia, lo stesso tumore riprende la crescita non appena si riforma la rete vascolare.

Meccanismo di azione

Questi risultati spinsero gli scienziati a ricercare quelle sostanze che erano in grado di prevenire le angiogenesi. Il primo risultato importante fu presentato nel 1983 in un articolo del giornale Science intitolato "La cartilagine di squalo contiene inibitori delle angiogenesi del tumore"; nell’ articolo si sosteneva che "la cartilagine dello squalo contiene una sostanza che inibisce la crescita di nuovi vasi sanguigni in un tumore solido e di conseguenza ne limita la crescita". I primi esperimenti si fecero con dei conigli. Minutissime pillole di estratto di cartilagine di squalo vennero inserite in piccoli tumori impiantati nelle cornee degli occhi dei conigli. Allo stesso tempo, per i controlli, furono impiantati nell’altro occhio tumori della stessa dimensione, ma senza la cartilagine di squalo. Venne usato questo metodo perché nella cornea dell’occhio è più facile osservare lo sviluppo di nuovi capillari. I risultati di questo studio dimostrarono che la cartilagine di squalo preveniva effettivamente la formazione di una nuova rete dì vasi sanguigni e diminuiva la crescita del tumore. Inoltre, si chiarì definitivamente che la sostanza attiva della cartilagine di squalo non agiva direttamente sui tumori, ma li combatteva privandoli del loro nutrimento e del rifornimento di sangue. In un’altra ricerca si esaminarono tumori che non erano stati in grado di sviluppare nuovi capillari. Dopo un periodo di due settimane il tumore non era aumentato di dimensione, mentre tumori che avevano sviluppato la rete di vasi sanguigni erano cresciuti aumentando il loro volume di 16.000 volte.

Ulteriori ricerche

Dopo aver scoperto che una sostanza contenuta nella cartilagine di squalo poteva inibire la crescita di tumori trapiantati, si cercò di determinare se questo fattore antitumorale fosse efficace anche per gli uomini e altri mammiferi. Fu inoltre necessario chiarire se fosse attiva per via orale o se fosse necessario iniettarla. Le prime ricerche in questa direzione furono intraprese dal Dr. Atassi presso l’Institut Julies Bordet a Brussel, in Belgio uno dei più prestigiosi centri europei per la ricerca sul cancro. Per i suoi esperimenti il Dr. Atassi usò dei ratti allevati senza sistema immunitario in grado di ricevere e di sviluppare il cancro umano che gli veniva iniettato sotto la pelle. Il Dr. Atassi trapiantò un melanoma umano in alcune cavie e dopo due giorni iniziò a somministrargli polvere secca di cartilagine di squalo per via orale. Dopo 21 giorni i tumori dei controlli erano cresciuti ad un tasso esponenziale, mentre nelle cavie trattate con cartilagine di squalo erano progrediti a stento. Questa ricerca dimostrò l’esistenza di una connessione diretta tra angiogenesi e crescita tumorale. Durante i primi quaranta giorni i tumori non trattati avevano potuto sviluppare la rete di capillari, immediatamente dopo il loro tasso di crescita tumorale era letteralmente esploso. Al contrario i tumori nei ratti trattati con cartilagine di squalo erano diminuiti del 40% tra il quattordicesimo ed il ventunesimo giorno, proprio perché non erano in grado di alimentarsi. Questo esperimento quindi confermò ancora una volta la validità della cartilagine di squalo per inibire la formazione di angiogenesi e bloccare la crescita tumorale.

Prevenire le metastasi

In una ricerca molto interessante si sostiene che il fattore antiangiogenesi presente nella cartilagine di squalo è in grado di prevenire anche le metastasi, cioè le estensioni del tumore. Nel 1988, Patricia D’Amore dichiarò che anche le metastasi potevano dipendere dalla crescita di vasi sanguigni, ed affermò che: "visto che la vascolarizzazione è chiaramente necessaria per la costituzione e la seguente crescita delle metastasi sembrerebbe altrettanto ovvio che l’inibizione della vascolarizzazione rappresenta la probabile via per prevenirne la formazione". In seguito le ricerche hanno dimostrato che la distruzione del tessuto tumorale è correlata esponenzialmente con la riduzione della vascolarizzazione. Distruggere o prevenire un singolo segmento capillare conduce alla distruzione o all’inibizione di milioni di cellule tumorali.

Inibitori derivati dalla cartilagine (CDI)

Nel 1990 alcuni ricercatori del Massachusetts Institut of Tecnology hanno isolato e identificato come una macroproteina, il fattore antiangiogenesi presente nella cartilagine bovina e lo hanno denominato inibitore derivato dalla cartilagine (CDI). La notevole quantità di questo fattore presente nella cartilagine di squalo rende questi animali la risorsa principale da cui ottenere questa sostanza.

Somministrazioni orali

Uno studio di Roscoe Van Zandt del Maggio 1992, citato nel testo "Sharks Don’t Get Cancer" , indaga gli effetti della cartilagine di squalo sul cancro al seno. Ad otto donne con un tumore al seno in fase avanzata sono state somministrate dai 30 ai 60 grammi di cartilagine di squalo al giorno per via orale. Dopo un periodo da sei ad otto settimane tutte le pazienti mostrarono un miglioramento che oscillava dalla distruzione del tessuto tumorale all’isolamento del tumore. La Dr.sa Ella Ferguson, a Panama, ha recentemente curato due pazienti con un cancro avanzato con dosi orali di cartilagine di squalo. Ad uno dei due pazienti, con un cancro avanzato al fegato, furono somministrati 60 grammi di cartilagine di squalo al giorno ottenendo la completa regressione del tumore in otto settimane. I pazienti durante questo periodo non furono sottoposti ad altri trattamenti. Il secondo soggetto, con un cancro al polmone, era già in fase terminale e presentava metastasi alle ossa ed al cervello. Le cure fino a quel momento adottate erano siate sospese perchè inefficaci. I primi trattamenti con dosi orali di cartilagine di squalo furono in grado di alleviare i dolori al petto ed alle ossa dove si era sviluppato il cancro. Dopo tre mesi il cancro continuava ad estendersi nel cervello e si passò quindi a somministrazioni rettali di cartilagine di squalo. Infine, con dosi di 60 grammi al giorno diminuirono i dolori ed altri sintomi, come la vista raddoppiata, sparirono. Bisogna dire che un tale miglioramento in un caso ad uno stadio così avanzato è fuori del comune. Le ricerche sulle somministrazioni rettali della cartilagine dì squalo rappresentano l’ultimo approccio di questo tipo di terapia.

Somministrazioni rettali

Le ultime ricerche sulla cartilagine di squalo sono molto promettenti. In uno studio del Dr. J. William Lane, autore di "Sharks Don’t Get Cancer" furono selezionati otto pazienti con vari tipi di, cancro in fase terminale, ai quali vennero somministrate solo dosi elevate di cartilagine di squalo per via rettale. Il rivestimento del retto è fornito di una ricca rete di capillari che lo rende molto ricettivo nell’assorbimento delle sostanze somministrate. Lo studio doveva durare undici settimane, ma i ri sultati immediati spinsero gli studiosi a pubblicare già dopo sette settimane un primo resoconto. Bisogna dire inoltre, che ai pazienti selezionati per lo studio non rimanevano che tre o al massimo sei mesi di vita. I risultati di questo studio con somministrazioni rettali di cartilagine di squalo evidenziarono un significativo miglioramento in sei pazienti, degli otto sottoposti a studio, e nessun effetto sugli altri due. Nel testo "Sharks Don’t Get Cancer" si riporta il caso di uno degli otto pazienti il quale, non rispondendo alle terapie, fu sottoposto ad intervento chirurgico per la rimozione del tumore. Durante l’intervento si scoprì però che più del 60% della massa tumorale era divenuta gelatinosa ed era senza vita. Questa ricerca apri nuove prospettive su diversi fronti. Nel corso dell’esperimento infatti furono utilizzate alte dosi di cartilagine di squalo in polvere, le somministrazioni furono rettali e si dimostrò l’ effettiva validità di questa terapia in soggetti umani con differenti tipi di tumore in fase avanzata e trattati quasi tutti solo con cartilagine.

Casi studiati

In caso di pazienti in fase terminale una risposta positiva del 20-30% rappresenta già un risultato notevole. Tuttavia nel futuro ci si aspetta di migliorare questi risultati e di raggiungere una percentuale dell’87.5%. Questi pazienti sono stati curati dal Dr. Lane presso il Contreras Hospital a Tujuana con integrazioni di cartilagine di squalo.

Riportiamo brevemente due casi con esito positivo:

Primo caso. Una donna di quarantotto anni con un cancro avanzato alla cervice uterina al III stadio inoperabile e con metastasi alla vescica e forti dolori. La dose massima di radiazioni di radiazioni era stata inefficace. Dopo undici settimane di terapia a base di cartilagine di squalo si riscontrò una riduzione del tumore del 100% (solo tessuto palpabile ) e la totale scomparsa del dolore.

Secondo caso. Una donna di trentadue anni con un tumore in fase avanzata alla cervice uterina al IV stadio e inoltre il blocco del rene che richiedeva una cateterizzazione permanente. La donna, il caso più grave dell’ospedale, aveva solo tre mesi di vita. Dopo sette settimane di trattamento a base di cartilagine di squalo il tumore si era ridotto del 40%, il catetere venne rimosso ed il dolore scomparve quasi del tutto. La paziente ricominciò a mangiare, a riprendere peso e dopo undici settimane il tumore si era ridotto del 60%.

Uno studio cubano

Partendo dai risultati positivi ottenuti con le prime somministrazioni rettali, alcuni dottori cubani tentarono un esperimento più ampio con ventisette pazienti in fase terminale.

La Domenica del 28 Febbraio 1983 il programma televisivo "60 minutes" mandò in onda un’intervista di Mike Manoa con il Dr. Lane sui risultati di questo studio. Tutti i pazienti vennero ricoverati in ospedale e gli venne somministrata cartilagine di squalo come unica terapia proprio per assicurare la standardizzazione della cura. I risultati furono incoraggianti, infatti in alcuni pazienti si notò la regressione del tumore, la riduzione o addirittura la cessazione del dolore, un aumento dell’appetito, un miglioramento delle attitudini comportamentali e della qualità della vita. In alcuni casi la dose venne aumentata da 100 a 120 grammi al giorno e fu ben tollerata. Dosi elevate dimostravano di essere efficaci e potevano essere somministrate sia oralmente sia per via rettale. Durante questo studio non si registrò nessun caso di intossicazione ed ogni paziente dichiarò di provare meno dolore. Anche solo questo risultato basterebbe per rendere la cartilagine di squalo una sostanza determinante nella cura del cancro. Attualmente sta per iniziare un altro studio condotto su 120 pazienti. I malati sono stati divisi a gruppi di 30 a seconda del Uno di tumore al seno, alla prostata, alle ossa ed al cervello. Se i risultati di questa ricerca sulla cartilagine di squalo utilizzata a dosi elevate sarà positiva essa svolgerà un ruolo importante per la cura dei diversi tipi di cancro.

Reperibilità

La cartilagine di squalo è un’ottima fonte di calcio e di fosforo e contiene inoltre una quantità significativa di un carboidrato chiamato mucopolisaccaride. Visto che la cartilagine polverizzata viene classificata come un integratore alimentare non è controllata dalla FDA ed è reperibile senza prescrizione nelle erboristerie e nei negozi di alimentazione naturale. Non è mio intento promuovere una marca anziché un’altra, tuttavia, parlando di cartilagine di squalo sia la forma che la marca sono importanti. Infatti per ottenerla polverizzata, in modo tale da essere attiva e disponibile è necessaria una speciale procedura denominata Hammer Mili. Il Dr. Robert Langer ed il suo gruppo di ricerca al MIT, utilizza un metodo denominato CAM Test per accertare la quantità di fattore inibitore di angiogenesi presente nelle preparazioni di cartilagine di squalo. Essi, infatti, hanno riscontrato che alcune di queste preparazioni sono prive di efficacia.

Il futuro

Il Dr. Lane ha un ruolo determinante nello sviluppo della tecnologia per la produzione di cartilagine di squalo con un grado di efficacia standardizzata. Egli mi ha informato che è in fase di sviluppo un nuovo prodotto con una efficacia raddoppiata rispetto a quelli attualmente in commercio. Altri vantaggi della cartilagine di squalo, insieme a tutti i benefici della somministrazione orale, sono la possibilità di reperirlo senza ricetta, la mancanza di tossicità e di effetti collaterali significativi, e che può essere utilizzata senza conflitto e parallelamente alle terapie convenzionali.

Note ambientali

Lo squalo è un animale che si nutre anche di carogne ed ha quindi un ruolo molto importante nel bilancio ecologico degli oceani. Sebbene la cartilagine di squalo sia una sostanza con grandi proprietà, inizialmente ero infastidito al pensiero che. questi animali. fossero uccisi. In seguito ho scoperto che gran parte della cartilagine di squalo usata per questi prodotti proviene dalle coste dell’America centrale ed in primo luogo dal Costarica dove le popolazioni locali mangiano la parte commestibile e scartano lo scheletro cartilaginoso.

Effetti collaterali e tossicità

La cartilagine di squalo è un prodotto interamente naturale, sano e privo di tossicità. Solo un numero esiguo di pazienti ha provato una sensazione di nausea assumendo cartilagine di squalo a stomaco vuoto. Altri hanno dichiarato di aver perso l’appetito a causa della quantità di capsule da assumere. Questi disagi sono certamente inferiori a tutti gli effetti secondari causati dalle terapie tradizionali come la chemioterapia.

Dosi

Fino a poco tempo fa la dose usuale di cartilagine di squalo per una persona adulta era di quindici capsule da 750 mg. al giorno, assunte per via orale e suddivise in tre somministrazioni da cinque capsule. Le capsule dovrebbero essere assunte a stomaco vuoto, circa 30 minuti prima dei pasti, in tal modo gli acidi digestivi presenti nello stomaco non ne distruggono la parte attiva. Tuttavia le nuove scoperte circa l’efficacia di dosi elevate di cartilagine di squalo per via rettale hanno spinto a un’adeguamento delle dosi. Attualmente si raccomanda 1 gr. di polvere di cartilagine di squalo al giorno per ogni 2 libbre (circa 0.860 kg.) di peso corporeo. Pertanto un individuo del peso di 120 libbre deve assumere 60 gr. di polvere al giorno per via rettale. Naturalmente il valore terapeutico della cartilagine di squalo non si limita alla cura del cancro. Alcune ricerche hanno dimostrato che le integrazioni di questa sostanza sono di grande aiuto anche per la cura dell’osteoporosi, dell’artrite reumatoide, del lupus (lesioni ulcerative della pelle), della sclerodermia, della psoriasi e dell’eczema.



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