Cartilagine di squalo

Casi clinici 2

Tratto da: "Gli squali non si ammalano di cancro" Lane I.W. and Comac L.

I 18 casi valutati erano i seguenti.

  • Un uomo di 82 anni con tumore prostatico e metastasi ossee a cui era stato detto che non era possibile tentare alcun trattamento. Dopo 2 settimane di terapia a base di cartilagine di squalo, egli risultò libero dal dolore; dopo 16 settimane, il tumore risultò ecograficamente ridotto del 58%.
  • Un uomo di 56 anni con tumore cerebrale. Nel 1990, l’80% della neoplasia era stata rimossa chirurgicamente e il paziente era stato sottoposto a radio e chiemioterapia. Dopo 6 settimane di trattamento con cartilagine di squalo, il malato riferì di sentirsi molto meglio.
    Dopo 16 settimane si osservò la presenza di difficoltà fonatorie, ma anche - fatto, questo, estremamente significativo - l’assenza di un’ulteriore crescita tumorale.
  • Un uomo di 73 anni con tumore della base linguale a crescita rapida. All’inizio dello studio la neoplasia, della grandezza di 30 x 32 mm, rendeva impossibile la deglutizione. Il paziente aveva perso peso tanto da non potersi alzare più dal letto. Dopo 6 settimane di terapia a base di cartilagine di squalo, il tumore si era ridotto del 53% e il paziente era di nuovo in grado di alimentarsi. Dopo 16 settimane, tuttavia, il tumore aveva ripreso a crescere.
  • Un uomo di 72 anni con tumore esofageo. Al momento dell’inserimento nello studio, il paziente presentava ostruzione della gola, dolori forti e non riusciva ad alimentarsi. Dopo 4 settimane la neoplasia si era ridotta considerevolmente; dopo 16, tuttavia, aveva ripreso a crescere.
  • Una donna di 47 anni con un tumore ovarico di notevoli dimensioni. All’inizio dello studio la paziente presentava una neoplasia di 9 cm all’interno dell’addome, che le tendeva la cute al punto da renderle molto doloroso il movimento. Dopo 6 settimane la paziente non lamentava più dolore; l’ecografia dimostrò che il tumore, adeso alla parete pelvica, era diminuito dell’85%. Dopo 16 settimane la paziente era libera da dolore e il tumore, che si era distaccato dalla parete pelvica, era operabile. L’intervento chirurgico venne eseguito poco tempo dopo.
  • Una donna di 42 anni con tumore mammario metastatizzato ai polmoni e al fegato. Dopo 7 settimane di terapia con cartilagine di squalo, la paziente riferì di sentirsi meglio. A quell’epoca le dimensioni tumorali erano inalterate, ma la neoplasia pareva presentare alcune variazioni. La paziente morì prima della valutazione a 16 settimane.
  • Una donna di 60 anni con tumore mammario e metastasi ossee. Dopo 16 settimane, l’esame scansiografico rivelò una possibile ripresa della crescita tumorale.
  • Una donna di 63 anni con tumore ovarico metastatizzato a polmone destro e al fegato. Le radiografie iniziali dimostrarono la presenza, all’interno del polmone, di circa due litri di liquido, causata dalla neoplasia. Dopo 6 settimane di terapia l’accumulo di liquido era scomparso. I medici concordarono nel sostenere che, se la malata avesse assunto diuretici, non avrebbe ottenuto lo stesso risultato. La cartilagine di squalo pareva, dunque, aver favorito la rimozione del liquido. La paziente non sopravvisse, tuttavia, fino alla fine dello studio.
  • Una donna di 57 anni con un tumore mammario infiltrato a livello cutaneo e metastasi polmonari. Per quanto la paziente avesse presentato una notevole diminuzione del dolore, morì prima della fine dello studio.
  • Una donna di 81 anni affetta da tumore mammario e metastasi ossee. Dopo 6 settimane di terapia con cartilagine di squalo, il tumore si era ridotto da 65 x 49 mm. a 24 x 32 mm. Dopo 16 settimane non si erano osservate ulteriori variazioni della massa tumorale.
  • Una donna di 60 anni con tumore del colon e metastasi epatiche. Dopo 6 settimane di terapia con cartilagine di squalo la neoplasia si era ridotta da 33 x 49 mm a 24 x 32 mm. Dopo 16 settimane tutti i segni indicavano un peggioramento delle metastasi epatiche.
  • Una donna di 63 anni affetta da tumore mammario. Un anno dopo la mastectomia il tumore aveva metastatizzato al sito chirurgico, sulla parete toracica. Dopo 6 settimane di terapia con cartilagine di squalo, la paziente era risultata asintomatica. Dopo tale controllo decise, tuttavia, di ritirarsi dallo studio.
  • Un uomo di 49 anni con tumore epatico infiltrato a livello cutaneo. All’inizio della terapia con cartilagine di squalo il malato aveva forti dolori e non era in grado di sdraiarsi a letto per poter dormire. Dopo 6 settimane riferì di non provare più dolore; i test della funzionalità epatica dimostrarono, tuttavia, alterazioni negative. Dopo 16 settimane il paziente non presentava alcuna sintomatologia dolorosa, nonostante il fegato risultasse ingrossato. In quella fase i medici lo ritennero in condizioni tali da poter essere sottoposto a trapianto di fegato.
  • Un uomo di 22 anni con tumore cerebrale non metastatico. Prima dell’inizio dello studio gran parte della neoplasia era stata rimossa chirurgicamente. Dopo 16 settimane di terapia con cartilagine di squalo, non vi erano segni di una nuova crescita tumorale.
  • Un uomo di 59 anni con tumore cerebrale. Circa il 90% della massa neoplastica era stata rimossa chirurgicamente. Dal momento che il malato presentava segni di pressione intracranica, venne rioperato. L’intervento chirurgico rivelò la presenza di un nuovo tumore in fase di crescita e di uno necrotico, probabilmente andato incontro a tale processo a seguito della terapia con cartilagine di squalo.
  • Un ragazzo di 18 anni con tumore cerebrale. Dopo rimozione chirurgica del tumore, il paziente presentò alterazioni dell’equilibrio e debolezza muscolare talmente gravi da non riuscire a camminare. Inoltre il nervo facciale era andato incontro a paralisi, il che gli impediva di utilizzare i muscoli della mimica facciale e quelli deputati alla chiusura delle palpebre. Dopo 6 settimane la paralisi facciale si era risolta e il giovane era in grado di camminare e di nuotare. Dopo 16 settimane i disturbi del sistema nervoso centrale erano in continuo miglioramento.
  • Un uomo di 70 anni con tumore prostatico metastatizzato alla pelvi ossea. Le radiografie effettuate 3-4 settimane dopo l’inizio della terapia con cartilagine di squalo rivelarono una possibile formazione di nuovi tessuti ossei in arca pelvica. Prima del controllo a 16 settimane, il paziente morì per ostruzione intestinale non correlata con il tumore.
  • Una donna di 47 anni con un tumore localizzato a una tonsilla che aveva interessato il sistema linfatico.
    I medici erano concordi nel ritenere significativa la sopravvivenza della malata per 6 settimane. La paziente morì prima del controllo a 16 settimane.


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