La neovascolarizzazione o angiogenesi
La gran parte dei progressi della medicina nella lotta senza quartiere alla malattia deriva da una sempre maggiore conoscenza della fisiopatologia, cioè dei processi con i quali si alterano le normali funzioni dellorganismo e da un costante approfondimento della eziopatogenesi, cioè del modo con il quale si produce il danno alle strutture del nostro corpo e delle sue cause. Ogni terapia che voglia essere sempre più efficace deve essere in grado di correggere per quanto possibile i meccanismi alteraci fino alla meta ideale della eliminazione totale delle cause di malattia.
Il sistema vascolare, è quella fitta rete di vasi sanguigni che sono deputati alla distribuzione a tutti i tessuti delle necessarie sostanze nutritive dell ossigeno e alla rimozione delle scorie che dal metabolismo si sono prodotte in ogni distretto corporeo.
Questo sistema una volta formatosi è molto stabile, il ricambio per esempio delle cellule endoteliali che tappezzano la parete dei vasi sanguigni è di gran lunga più lento del turnover delle cellule costitutive di molti altri tessuti. La formazione di nuovi vasi, il processo designato col termine di angiogenesi, è un evento normalmente transitorio e caratteristico di poche e particolari situazioni. Costituisce fatto fisiologico normale nella formazione degli abbozzi prima e degli organi definitivi durante lo sviluppo dell embrione, ciò perché nella struttura di qualsiasi organo esiste un insieme di cellule che costituisce la sostanza propria, o parenchina e poi cè anche una impalcatura connettivale nella quale sono compresi i vasi che sono a tutti gli effetti parte integrante ed essenziale dell'organo stesso. Senza vasi esisterebbero solo pochi tessuti. Oltre all'embrione, lovaio ha la capacità di formare vasi in condizioni fisiologiche, mentre la nuova formazione di vasi è indispensabile nel processo riparativo di guarigione delle ferite. In questi ultimi anni si è scoperto che langiogenesi è anche un processo patologico essendosi dimostrato essere alla base della sviluppo di alcune patologie. È andato crescendo lelenco delle malattie che ormai vengono designate come angiogenesi dipendenti. Tra esse ve ne sono alcune molto importanti sia per la gravità intrinseca sia per lentità della loro diffusione
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La psoriasi, una malattia della pelle molto resistente alle terapie, che si manifesta con delle placche squamose biancastre e un alone di arrossamento e distribuite in vari distretti della cute. Le placche sono espressione di una aumentata proliferazione delle cellule dellepidermide, mentre leritema circostante è il risultato di un aumento della vascolarità sottostante.
- Lartrite reumatoide, una malattie infiammatoria delle articolazioni, che comporta dolore, gonfiore, rigidità delle articolazioni, è caratterizara dalla neo angiogenesi della membrana sinoviale, di quella membrana che produce la sinovia, il liquido lubrificante e nutriente dei capi articolari ossei allinterno della capsula articolare. I vasi neoformati producono il cosiddetto panno articolare sede di infiammazione, vale a dire di infiltrazione di globuli bianchi provenienti dalla articolazione e che sono allorigine della catena di eventi che conduce alle manifestazioni cliniche della malattia e delle sue conseguenze che possono essere gravi fino alle erosioni e alle deformazioni articolari.
- Laterosclerosi, il processo patologico che interessa le arterie con la formazione di placche che ostruiscono il lume vascolare impedendo così il flusso sanguigno con conseguenti infarti dell tessuto che si trova a valle dellostruzione. La placca è costituita da cellule ripieno di grasso ma anche da cellule muscolari lisce che sono migrate dalla tonaca media della parete basale e sono andate nella tonaca intima, quella più a contatto con il torrente sanguigno, dove sono indotte a proliferare. La montagnola di cellule in continua proliferazione e sostenuta dallapporto sanguigno di piccolissimi vasi neoformati.
- Ci sono poi molte affezioni dellocchio che sono sostenute anchesse da angiogenesi basti citare la retinopatiadiabetica e la degenerazione della macula retinica. La retina è costituita oltre che dalle cellule proprie della visione, come i cani e i bastoncelli, che sono dei ricettori nervosi, da un epitelio, cioè un tappeto di cellule che poggiano su un tessuto altamente vascolarizzato che è la corcidea, solo dietro la macula, un punto di piccolissimi millimetri di diametro e che è il punto della visione chiara, mancano i vasi. La invasione di questo spazio retromaculare da parte di vasi neoformati comporta la alterazione dellepitelio e la perdita della vista.
- I tumori solidi, al contrario delle leucemie sono sostenuti da vasi sanguigni propri della neoplasia. Quando un tumore è allo stadio iniziale di formazione è costituito essenzialmente da un ammasso di cellule che si mantengono in numero pressoché costante equilibrandosi la quota che si forma con quella che viene distrutta. A questo stadio il tumore è di pochi milimetri e non metastatizza cioè è incapace di mandare cellule maligne che vadano a colonizzare tessuti a distanza e a generare altre neoplasie.
Ad un certo punto compaiono dei piccoli vasi, indotti dal primitivo accumulo di cellule trasformate in senso maligno, che invadono il piccolo tumore che da questo momento diventa notevolmente capace di proliferare, di ingrandirsi in modo esponenziale e quel che è peggio di produrre metastasi a distanza. Senza lapporto dei nuovi vasi un tumore resterebbe una forma molto limitata, localizzata, suscettibile di asportazione senza alcuna conseguenza
Ultimamente si sono chiariti i meccanismi con i quali sinnesca la formazione di nuovi piccoli vasi a partire da cellule che per loro naturale disposizione sarebbero quiescenti. Alle cellule endoteliali di una venula, arrivano segnali e fattori di crescita, detti fattori angiogenetici, che le inducono a muoversi dalla loro posizione, a farsi strada tramite enzimi che digeriscono il tessuto connettivo circostante nei suoi componenti di sostanza fondamentale amorfale di fibre soprattutto collagene, a proliferare formando delle strutture simili a "butti&equot; di una pianta che dapprima appaiono solidi e diventano in un secondo tempo cavi assumendo la capacità di trasportare sangue. Il tessuto connettivo possiede sì delle sostanze capaci di neutralizzare in qualche modo linvasione delle cellule endoteliali, ma ne viene sopraffatto perché in qualche modo insufficiente.
Le cellule tumorali daltra parte per andare a costituire una metastasi adottano la stessa strategia delle cellule endoteliali quando formano dei nuovi vasi.
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