Angiogenesi
Carmela Rella, Istituto Oncologico - Bari.
Langiogenesi è il processo biologico che porta alla formazione di
nuovi vasi grazie alla proliferazione delle cellule endoteliali. Essa risulta
di fondamentale importanza durante lo sviluppo embrionale e la crescita di un
individuo. Nelladulto, in condizioni normali il sistema microvascolare è
quiescente e può tuttavia essere rapidamente attivato per brevi periodi
in risposta a determinate esigenze dellorganismo. Langiogenesi può
essere osservata in numerose affezioni oftalmologiche (p. es. retinopatia
diabetica proliferativa), dermatologiche (psoriasi), immunologiche e infiammatorie
(artrite reumatoide) o degenerative (placche aterosclerotiche). Ma langiogenesi
più intensa e significativa è quella che riguarda la
neovascolarizzazione tumorale, dal momento che essa è di fondamentale
importanza per la sopravvivenza stessa della massa tumorale e per la sua
attività metastatica. Nel 1984 Folkman (lo scienziato al quale si
devono gli studi più significativi nel campo dellangiogenesi) scriveva:
"Una volta che il tumore si è sviluppato, ogni aumento della
popolazione cellulare tumorale può essere preceduta da un incremento
nel numero di nuovi capillari che si dirigono verso il tumore".
Espressione che riassume perfettamente la diretta dipendenza della crescita
tumorale dallangiogenesi.
Langiogenesi è inoltre necessaria sia allinizio che alla fine dello
sviluppo di una metastasi. Infatti, nel tumore primario durante il processo di
formazione della nuova rete vascolare, le pareti delle neovenule risultano
altamente permeabili, il che facilita il passaggio in circolo di cellule
metastatiche.
Una efficace attività angiogenica è, poi indispensabile a
livello del focolaio metastatico la cui crescita si arresterebbe ad un volume
massimo di 2 mm, dal momento che la massima distanza tra una cellula tumorale
ed il letto capillare neoformato può essere di 150/200 µm,
distanza che permette ancora la diffusione dellossigeno. Sebbene unaumentata
produzione di fattori angiogenici sia necessaria, essa non è tuttavia
sufficiente a far acquisire al tumore un fenotipo angiogenico. Contemporaneamente,
infatti, si deve avere una diminuzione dei fattori che modulano negativamente
la sintesi di nuovi vasi.
Fattori di modulazione dellangiogenesi
I meccanismi coinvolti nellacquisizione dellattività angiogenica di
una neoplasia sono molteplici e tuttora non ben conosciuti. Linduzione di
angiogenesi a partire da fattori diffusibili di origine tumorale è un
fatto che è stato per la prima volta studiato più di venti anni
fa con lisolamento di fattori angiogenici dal medium condizionato di cellule
tumorali. Ma è stato soprattutto a partire dagli anni 80 che
lesplosione di conoscenze sui fattori di crescita ha permesso una caratterizzazione
più precisa delle sostanze angiogeniche.
Diversi tipi di fattori, solubili e insolubili, sono in grado di modulare
tale processo. Molecole insolubili che promuovono lorganizzazione dei capillari
neoformati sono i componenti della matrice extracellulare quali laminina, fibronectina
e collagene. Infatti, se le cellule endoteliali sono poste in coltura allinterno
di una matrice gelatinosa contenente tali sostanze, risultano capaci di organizzarsi
in strutture simili a capillari.
Le molecole solubili possono esplicare unazione angiogenica diretta,
stimolando la crescita delle cellule endoteliali, o indiretta, stimolando
cellule non endoteliali a rilasciare fattori angiogenici diretti. Fra essi
sono compresi fattori di crescita, quali il Transforming Growth Factor beta
(TGFb), il Platelet Derived Growth Factor (PDGF), il Vascular Endothelial
Growth Factor (VEGF) e i due Fibroblast Growth Factors (FGF), acido e basico,
o possono esserci peptidi a basso peso molecolare, quali langiogenina. Il
fenotipo angiogenico compare quando accanto allaumentata produzione dei fattori
suindicati, si osserva una diminuzione dei modulatori negativi. Un ruolo
determinante sembra essere svolto dalla trombospondina, la cui sintesi è
alterata durante il processo di crescita tumorale.
Infatti, quando le cellule tumorali diventano angiogeniche, esse producono
solo il 4-5% della trombospondina prodotta dai tessuti normali da cui originano.
Di grande importanza è poi il fatto che nei fibroblasti umani questo
inibitore dellangiogenesi è normalmente sotto il controllo dellantioncogene p53.
Recentemente è stato caratterizzato un nuovo fattore antiangiogenico,
langiostatina, inibitore specifico della proliferazione delle cellule
endoteliali, che si accumula in circolo in presenza di un tumore primario e
scompare quando il tumore è rimosso.
Principali fattori angiogenici
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stimolazione CE* in vitro |
angiogenesi in vivo |
meccanismo dazione** |
| VEGF | sì | sì | diretto |
| TGF-alfa | sì | sì | diretto |
| TGF-ß | no | sì | indiretto |
| TNF | no | sì | indiretto |
| Angiogenina | no | sì | indiretto |
| FGF basico | sì | sì | diretto |
| FGF acido | sì | sì | diretto |
* CE= cellule endoteliali
** diretto= capacità di stimolare sia la crescita delle CE in vitro, che langiogenesi in vivo
** indiretto= capacità di stimolare solo langiogenesi in vivo
Nessun tumore può raggiungere dimensioni superiori ai 2 mm di diametro
senza unadeguata vascolarizzazione che assicuri il necessario apporto di
ossigeno e nutrienti. La maggior parte dei tumori solidi umani sono
caratterizzati da una prima fase non vascolarizzata, durante la quale il
numero di cellule è troppo piccolo perché il tumore possa essere
evidenziato, né sono presenti metastasi. Vi è poi la seconda fase,
quella vascolare, generalmente accompagnata da una rapida crescita del tumore
primario e regolata da molteplici meccanismi biochimici e genetici. Non solo
le cellule neoplastiche producono peptidi angiogenici, ma anche le cellule
endoteliali possono produrre fattori di crescita e citochine che stimolano le
cellule tumorali a proliferare. Inoltre, i macrofagi presenti nella massa
tumorale, attivati dalle stesse cellule neoplastiche, secernono fattori capaci
di stimolare langiogenesi in vitro ed in vivo. Infine, la liberazione di
alcuni enzimi da parte delle cellule tumorali permette la liberazione dalla
matrice di fattori di crescita per le cellule endoteliali.
Angiogenesi tumorale. Meccanismi che permettono al tumore di
esplicare attività angiogenica
1. liberazione diretta da parte delle cellule tumorali di fattori angiogenici
2. liberazione dei fattori di crescita dalla matrice sottoendoteliale
3. attivazione dei macrofagi con successiva liberazione di fattori angiogenici
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Il processo di angiogenesi è complesso e comprende:
- dissoluzione della membrana basale, solitamente a livello di venule
post capillari, causata dallazione di alcune proteasi, tra cui gli
attivatori del plasminogeno e metalloproteasi;
- migrazione delle cellule endoteliali attraverso il tessuto connettivo
perivascolare verso lo stimolo angiogenico;
- proliferazione delle cellule endoteliali a livello del margine della
migrazione;
- canalizzazione, ramificazione e formazione di loops vascolari;
- formazione di una nuova membrana basale costituita da collagene IV,
laminina e proteoglicani;
- successivi riarrangiamenti (migrazione di periciti e fibroblasti) e
rimodellamenti dei capillari neoformati in relazione alla persistenza
o meno dello stimolo angiogenico.
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